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Il Presepe

E’ dal 1995 che un gruppo di Amici dell’Oratorio si impegna nella costruzione di un presepe nei locali attigui alla Basilica della Madonna dell’Olmo, la protettrice della città di Cava de’ Tirreni.

Siamo ormai alla XXV edizione di questa opera che, nel solco della tradizione prettamente napoletana, spazia liberamente abbracciando di volta in volta varie tematiche e creando paesaggi ricchi di suggestione.

Si sa che la tradizione del presepe affonda lontano le sue radici. Il Settecento fu il secolo d’oro, fu l’epoca in cui la passione per il presepe coinvolse tutti i ceti sociali, perfino il re Carlo III che partecipava attivamente alla creazione del presepe, mentre la regina si dilettava “a vestire” le statuine.

Quest’anno, ricorrendo il centenario della istituzione della parrocchia di Santa Maria dell’Olmo, si è voluto riprodurre fedelmente l’interno della Basilica riservando il posto d’onore alla Natività sull’altare maggiore.

La paziente opera dei “presepisti” stavolta è iniziata ancor prima del solito, con l’intento, non sempre facile, di dare vita in miniatura a quanto costituisce il sacro ambiente: affreschi, tele, cornici, colonne, sculture e perfino l’albero di bronzo con il venerato quadro della Vergine.

Non si discosta dalla tradizione del presepe napoletano questo presepe 2019 che ha come tema la nuova parrocchia, nata nel lontano 1919. Così come, con un fascino particolare, si inserivano nel filone classico i temi degli anni precedenti che prendevano spunto sempre da un fatto di interesse attuale ovvero da episodi di origine biblica. C’è stato l’anno del Giubileo ed è stata riprodotta piazza San Pietro, il Millennio della Badia della Santissima Trinità ed ecco raffigurata la Basilica benedettina. E ancora in passato i temi biblici dell’Annunciazione o della fuga in Egitto hanno preso forma in questo presepe che, pur ispirandosi ai canoni tradizionali, rispecchia momenti di attualità.

Del resto è risaputo che il presepe napoletano si ispira alla vita di ogni giorno, ai particolari del mondo agreste o pastorale. Compare l’osteria, la tavola imbandita con ogni ben di Dio, la bottega dell’artigiano, il pescatore o la lavandaia: è tutto un mondo che ruota intorno alla nascita del Bambino, accolto in un’umile mangiatoia.

La cascata, le montagne, l’acqua che scorre, il mare in lontananza, le rocce di sughero che arricchiscono il paesaggio e i tanti personaggi creati con fil di ferro rivestiti di stoppa, con piedi, braccia e volto di creta ben modellati e dipinti, rivestiti di abiti ricchi eseguiti da mani esperti, le mucche, e poi gli angeli in gloria… è tutto un mondo che ci trascina nella magica atmosfera del Natale dove ancora resiste, al di là del consumismo esagerato di una estesa banalizzazione, qualcosa che affonda le sue radici nei valori della fede e nell’incanto di una notte quando ”pareva meziuorno”: il Presepe.