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Artisti che hanno lavorato presso la Basilica (di Salvatore Milano)

Dalla sua Fondazione nel 1472, dopo la benedizione della prima pietra del Santo Taumaturgo Francesco di Paola, dalla Basilica della Madonna dell'Olmo in Cava de' Tirreni, sono passati tanti artisti, scultori, marmorari, pittori, muratori che con il proprio lavoro, hanno reso questo tempio sempre più bello e prezioso. I Padri Minimi che per oltre 3 secoli hanno officiato presso il Santuario, hanno arricchito di opere d'arti il tempio dell'Olmo.
Entrando in chiesa dall'ingresso principale, l'intera navata appare un autentico gioiello incominciando dall'imponente trono che si trova sull'altare maggiore progettato e realizzato da  FRANCESCO IERACE scultore (Polistena (Reggio Calabria 1853 e morto a Napoli 1937).  Egli su richiesta dei Padri Filippini, gli fu  commissionato un trono dove mettere in evidenza l'Icona miracolosa della Madonna dell'Olmo, Celeste Patrona della città di Cava de' Tirreni fin dal 1672. I Padri Filippini ritennero mettere la Vergine al centro dell'altare, dopo che per tanti secoli, la stessa Icona era stata relegata nel primo altare entrando sulla sinistra. Il monumento alla Vergine dell'Olmo, inaugurato il 28 settembre 1924 apparve superbo e solenne, tanto da avere il plauso di tantissime persone. L'Icona della Vergine è incastonato in un albero di bronzo, con i lati due grandi colonne sormontate da due grandi angeli oranti e quattro santi ai piedi dell'albero: S. Adiutore; Sant’Alferio; San Francesco di Paola; San Filippo Neri. Tale bravura, rivela l'ispirazione neoclassica dell'artista, autore del monumento ai Caduti nella città di Cava de' Tirreni. 
 
Alzando gli occhi al cielo, il nostro sguardo s'incontra con il soffitto della navata centrale, realizzato da MICHELE RAGOLIA nel 1683, un pittore di Palermo, ma che fu residente a Cava per alcuni anni. Ammirando le tele del soffitto, ci accorgiamo che il pittore su commissione degli stessi Padri Minimi, racconti vari episodi della vita di San Francesco di Paola.
 
Dopo lo sguardo al soffitto, degna di ammirazione è la Cappella, oggi del Sacro Cuore, in cui fino al 1924 vi era custodita l'Icona della Vergine dell'Olmo. Per la sua composizione, vari artisti marmorari si sono alternati. Troviamo GIOVANNI RAGOZZINO (1695), celebre maestro marmorario, che lavora la balaustra di marmo della cappella antica di Santa Maria dell’Olmo. Lo stesso maestro, nel 1693 aveva lavorato l’altare maggiore di San Giovanni di Vietri. 
Poi troviamo CARLO DELLI FRANCI (1722), scultore e maestro marmorario attivo a Napoli dal 1741 al 1743, che lavora, su disegno dell’architetto Muzio Nauclerio, l’altare di marmo nella Cappella antica di Santa Maria dell’Olmo. L’Università di Cava infatti, presieduta dal Sindaco capitano Mario Sorrentino, partecipa con il contributo di ducati 200; la spesa dell’altare era valutata in 1000 ducati
Dal 1692 e negli anni seguenti SIMONE CARLEO (maestro muratore di Cava), riedifica parte della Chiesa, dopo i terremoti del 1688 e del 1692, e innalza la facciata laterale prospiciente la Via Regia, creandovi le cappelle gentilizie
 
 
Sul lato destro della navata centrale della Chiesa, incontriamo l'altare di San Filippo Neri, Fondatore della Congregazione dell'Oratorio. Nella Cappella vi è custodita una tela di PAOLO DE MATTEIS del 1695 la quale firma il dipinto della SS. Trinità con i Santi Carlo Borromeo e Filippo Neri, nella cappella gentilizia, concessa nello stesso anno 1695 alla famiglia De Iulis
 
Dalla parte di sinistra della navata centrale, dopo alcune Cappelle troviamo un mezzo busto ligneo di Sant'Anna con la Vergine Maria Bambina realizzata da GIACOMO COLOMBO intorno al 1671. Alcuni anni dopo, il 20 novembre 1721 muore il Dottor Domenico Galise che aveva eretto la cappella.
 
Superato l'altare di Sant'Anna, un'opera di MICHELANGELO NACCHERINO del 1594, fiorentino, troneggia nella Cappella, è la statua dell’Immacolata Concezione. Ai lati della statua a destra e sinistra vi sono vari quadri in marmo che rappresentano i vari titoli attribuiti alla Vergine Maria. L'altare e la cona di marmo, fu costruita su commissione delle famiglie ORILIA e GRIMALDI. Alla famiglia Orilia succede un ramo della famiglia GENOINO
 
DIEGO e ANIELLO CARLEO (11 aprile 1714), maestri muratori di Cava, ricevono l’incarico dai compatrioti Grimaldi, Origlia e Genoino di “rimuovere e sfabricare la Cappella con Icona e statua della SS.ma Concezione che sta fabbricata all’ultimo arco in cornu evangelii della nave di detta Chiesa”, e collocarla nella cappella da erigersi accanto a quella di Sant’Anna
 
 
GIOVAN BATTISTA MASSOTTI (1730), lavora per conto dei Padri Minimi l’altare maggiore e la balaustra della chiesa di San Francesco di Paola, il cui costo fu valutato ducati 837. Nel 1735 fu fatto al maestro marmorario l’ultimo pagamento; l’Università di Cava, presieduta dal Sindaco Dottor Fabrizio Genovese partecipa alla spesa con il dono di 200 ducati. Nello stesso periodo il Massotti, era attivo a Napoli dal 1730 al 1767 e lavorava su commissione del Re di Napoli, Carlo di Borbone
 
SILVESTRO ARMENANTE (1740 / 50 circa) - (Cava n 1687 – m 1752), già allievo di Francesco Solimena, esegue il dipinto di San Vincenzo Ferreri per la cappella Ferrari, oggi custodito nell'abside della Basilica dell'Olmo. Dipinti di Armenante sono custoditi nella Chiesa Cattedrale, a San Pietro a Siepi, a Passiano, a Sant’Arcangelo, a Dupino
 
 
 
L’altare maggiore e la balaustra di Santa Maria dell’Olmo (1730)
 
La presente nota scaturisce dal ritrovamento, nell’Archivio Storico del Banco di Napoli, di una polizza di pagamento del 21 maggio 1735, con la quale si pagavano ducati 62 a GIOVAN BATTISTA MASSOTTI, celebre maestro marmorario attivo a Napoli dal 1725 al 1767, a saldo dei ducati 837 pattuiti, per aver lavorato l’altare maggiore e la balaustra della Chiesa di San Francesco di Paola o di Santa Maria dell’Olmo di Cava: "Al Padre Fra Antonio di Nocera  ducati  62 e per esso a GIOVAN BATTISTA MASSOTTI Maestro Marmoraro a compimento di ducati 837 per l’opera fatta nella Chiesa di San Francesco di Paola sotto il titolo di Santa Maria dell’Olmo della Città di Cava, nell’anno 1730, cioè Altare Maggiore, secondo, mensa e Balaustrata al suddetto Altare, lapide del sepolcro et altre cose piccole". (A.S.B.N., Banco dei Poveri, Giornale di Cassa, matr. 1180, 21 maggio -1735-).
 
L’altare maggiore di Santa Maria dell’Olmo è dunque opera di Giovan Battista Massotti, celebre scultore e marmorario, sul quale si veda la nota biografica curata da. V. RIZZO, Lorenzo e Domenico Antonio Vaccaro apoteosi di un binomio, Napoli 2001, p. 206; e il saggio di Vittorio Casale, Il commesso marmoreo in Abruzzo e Molise, in Cosimo Fanzago… atti del convegno 1992, L’Aquila 1995, p. 132 e 147, e la bibliografia ivi segnalata.
 
ALFONSO BALZICO scultore (1825 - 1901), nato a Cava de' Tirreni, è autore del pulpito marmoreo poggiato sul dorso di due superbi animali, un toro e un leone, ornato da vivaci bassorilievi che rappresentano alcune scene della storia della salvezza.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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